Cosa è La Quinta Parete

Non è indifferente, è addirittura essenziale che lo spettatore sia un uomo fatto di carne, la cui sensibilità, più fisica che cerebrale, possa accogliere in ogni momento del dramma il mistero e l’interrogativo diffuso che nascono dal vento e dalle stelle.

R. Barthes, Sul teatro

 

“La Quinta Parete. Lo spettatore è uno sguardo che racconta” è il progetto di educazione alla visione allo spettacolo dal vivo per e con persone con disabilità che il Centro Documentazione Handicap/Coop. Accaparlante di Bologna promuove nell’ambito della rete Cultura Libera Tutti. La cultura non si subisce, si fa!.

Il progetto è oggi alla sua sesta edizione, frutto di un esperimento pilota, avviato nel corso della stagione teatrale 2011-12 in collaborazione con Teatro ITC di San Lazzaro di Savena e Teatro Laura Betti. Il Teatro di Casalecchio di Reno.

Protagonisti del percorso sono un gruppo integrato di spettatori, composto dagli animatori con disabilità e dagli educatori del Progetto Calamaio, che di volta in volta colgono la sfida di confrontarsi criticamente con i temi e le suggestioni offerte dalla visione degli spettacoli ospitati dai teatri.

Trasformare il deficit in una risorsa creativa per la rielaborazione ha permesso al gruppo di lavorare insieme e cominciare a interrogarsi sull’esperienza teatrale e i suoi aspetti, dallo spazio alla struttura scenica, fino al dialogo sui contenuti offerti e la riflessione sull’accessibilità degli spazi, complici giochi, attività di scrittura creativa e incontri, che si sono avvalsi ogni volta di strumenti diversi, non ultimo il contributo di critici e artisti.

Un nuovo modo per parlare a noi e alla città di accessibilità alla cultura, un’accessibilità che non vogliamo si riduca al semplice atto di entrata nei luoghi deputati o rivolta alla sola fruizione dell’opera.

Quello che ci preme sostenere è anche “un’accessibilità accogliente” che sia in grado di offrire a tutti la capacità di lasciare le tracce del proprio passaggio e, attraverso l’incontro con l’arte e il teatro, renderci spettatori e cittadini partecipi del nostro tempo.

Uscire la sera per vivere un’occasione festiva, l’incontro con un evento che non ha esplicitamente per tema la diversità può infatti offrire al disabile (come a chiunque altro) uno spunto per una successiva e più ampia riflessione sul reale, capace, attraverso la fantasia e il divertimento di influire sullo sviluppo umano e intellettuale della persona.

A ciò si aggiunge un’altra riflessione, il paradosso, ovvero, di rintracciare la presenza del disabile a teatro più frequentemente sul palco che in platea. Senza falsi buonismi abbiamo cercato e stiamo cercando di capirne le ragioni e di offrire a un pubblico che vuole restare “qualsiasi” gli strumenti per godere appieno anche di questa condizione.

Il Teatro del Novecento è vissuto cercando di bucare e oltrepassare la quarta parete, quello spazio intercorrente cioè, secondo la nota definizione di Stanivslaskij tra la scena e il pubblico, tra il gioco della finzione e quello della realtà. Se è vero che i recenti percorsi e sperimentazioni hanno reso possibile oggi di considerare la rottura come acquisita, è lecito, tuttavia, segnalare ancora, anche nell’ambito della pratica scenica, l’esistenza di una nuova quinta parete da sfondare: la scatola che rinchiude l’esperienza teatrale ma che non ci fa vedere oltre.

Qui potete esplorare le nostre visioni, a volte scritte e discusse, a volte disegnate, giocate e cucite, le immagini degli incontri con critici e artisti, la Carta dei diritti e dei doveri dello spettatore, e poi, ancora, il teatro-nave, i lemmi de il Dizionario dello spettatore a cura di Federico Mazzoleni, in arte Brochendor Brothers….

 

Hanno partecipato e sostengono il progetto

Francesca Aggio, Stefania Baiesi, Maria Beccia, Claudia Bianchi, Nicola Bonazzi, Micaela Casalboni, Luca Cenci, Diego Centinaro, Veronica Ceruti, Ilaria Del Gaudio, Daniele Del Pozzo, Giovanna Di Pasquale, Agnese Doria, Mattias Fregni, Mario Fulgaro, Martina Gerosa, Giacomo Giuggioli, Emanuela Marasca, Massimo Marino, Fedrico Mazzoleni, Donato Nardella, Sandra Negri, Roberto Parmeggiani, Patrizia Passini, Lorella Picconi, Alessio Plona, Barbara Rodi, Daniel Romila, Vera Roveda, Tristano Redeghieri, Tiziana Ronchetti, Cira Santoro, Roberta Simonetti, Teatro delle Ariette, Teatro Testoni Ragazzi, Ottavia Turchi, Cristina Valenti, Tatiana Vitali, Pinuccia Vitali, Giulia Ventura, Federica Zanetti.

Per ulteriori informazioni

Lucia Cominoli – lucia.cominoli@accaparlante.it