E ora un tuffo nello spettacolo!

 

Ho sempre avuto paura di scendere sotto il mare.

Mi piace nuotare, ma le profondità marine mi hanno sempre messo un certo timore.

Soprattutto per ciò che il mare cela, per quello che si nasconde nelle sue profondità. Un mondo sconosciuto, per certi versi incomprensibile.

Fino a quando non ho avuto la possibilità di partecipare a un viaggio collettivo Nel profondo degli abissi.

Il Teatrobus, trasformato in un sottomarino, mi ha permesso di vedere ciò che mai avrei potuto vedere, di conoscere e per questo superare la paura.

Perché, diciamocelo, grazie alla guida del Capitano, di Nicolino e Marino il Rosmarino ho avuto l'occasione di superare la paura dell'ignoto e dissipare alcuni pregiudizi su un  mondo a me sconosciuto.

Certo, non abbiamo percepito la temperatura o l'odore che regnava nell'abisso, non abbiamo potuto godere del silenzio o sentire sulle labbra il sapore delle acque, abbiamo però avuto la possibilità solo di vedere.

E di conoscere.

E la conoscenza, in fondo, è il primo passo per superare un pregiudizio, per non avere più paura di un mondo che è solamente diverso dal nostro.

Inoltre, il rischio più grande che possiamo correre è quello di scoprire qualcosa di soprendente. Roberto Parmeggiani


"We all live in a yellow submarine", cantavano i Beatles…Viviamo tutti in un sottomarino giallo. Beh, io, anche se in un sottomarino non ci vivo posso dire di esserci salita qualche tempo fa. Per farlo però ho prima dovuto salire su un autobus, o meglio su un Teatrobus!

All'inizio ero un po' perplessa, perché, anche se all'esterno l'autobus era coloratissimo e non aveva niente a che fare con quelli dell'Atc, entrare è stato un po' complicato con quegli altissimi gradini…Quando sono riuscita a entrare però, la sorpresa è stata enorme… Le sedie erano sparite per lasciare spazio ai cuscini, c'erano le luci, un grande schermo e il vociare dei bambini…Ma dove sono finita? Così mi son detta, ancora preoccupata di cadere e di non stare comoda in uno spazio così ristretto. Finché non sono salite due attrici in tuta bianca con in mano un vasetto di rosmarino. Due astronaute? Ma no! Erano il Capitano, il suo assistente Nicolino e Marino il Rosmarino, la mascotte del nostro viaggio negli abissi del mare…Le loro gag mi hanno fatto subito rilassare e sorridere, così come le immagini degli abitanti delle acque proiettate sullo schermo, le cui vite e abitudini venivano commentate dal Capitano e da Nicolino con i loro buffi battibecchi.

Mi sarebbe piaciuto che i momenti di buio fossero più lunghi, che comparissero dei pesci-luce, che il sottomarino su due ruote cominciasse a muoverci per portarci a zonzo ad esplorare ancora di più, insomma che la lezione di scienze fosse un po' meno frontale e un po' più movimentata anche se i bambini mi son sembrati incuriositi e soddisfatti.

Pensare però di poter fare teatro (e molto altro) su un autobus è stata per me la vera novità di questo spettacolo…Ho capito che basta solo immaginare per cominciare dar vita a delle trasformazioni.

Sarà per questo allora che, settimana scorsa, quando sono salita sul 20 per un attimo ho creduto che l'autobus si fermasse e tutti i passeggeri si mettessero a ballare! Lorella Picconi

 


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